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In punta di coda - terza parte

trasporto animali Da Gilberto Germani - Presidente ENPA Saronno

Centinaia di migliaia sono i bovini, i cavalli, i maiali, le pecore ed i pennuti in genere che, rinchiusi in camion roventi o gelidi, passano sotto i nostri occhi quando li incrociamo su autostrade e strade, lasciando dietro di sé, oltre ad una scia di odori acuti che li identificano, l’immagine di un calvario infinito. Costretti a percorrere enormi distanze durante i viaggi che li conducono oltre i valichi di frontiere attraverso l’Europa, sono tenuti senza cibo e senza acqua fino allo sfinimento, vittime sia del sole rovente estivo che cuoce le lamiere, sia del gelo durante la stagione invernale: per loro non c’è scampo.

Purtroppo l’Italia è sotto accusa per l’inadempienza all’applicazione delle norme atte a tutelare l’animale ed è al centro del mirino degli animalisti europei per gli episodi riscontrati di crudeltà e maltrattamenti durante il trasporto degli animali destinati ai macelli. Animali ammassati nei camion e lasciati per ore e ore in attesa di essere sdoganati senza acqua né cibo, sono realtà che si riscontrano quasi quotidianamente alle frontiere e non si garantisce il controllo effettivo della densità degli animali sugli autocarri, anche se esiste in proposito il Decreto legge n° 532/1992), che prevede che gli animali debbano disporre di uno spazio necessario per potersi coricare o comunque mantenere una posizione naturale.Non c’è immagine più deprimente del vedere passare sulle strade questi carichi di morte: basta scorgere i loro musi protesi tra le sbarre, i loro corpi compressi gli uni contro gli altri, sentire i loro gemiti, spesso infievoliti dallo stress e dalla paura, per renderci conto della loro sofferenza. Ma gli autotrasportatori non sono molto propensi a rispettare quelle poche norme che di fatto dovrebbero tutelare gli animali, anche se sanno che possono incorrere in sanzioni penali ed amministrative fino al sequestro del mezzo di trasporto. La tecnologia sta portando delle migliorie, producendo mezzi di trasporto in grado di poter ospitare gli animali divisi per gruppo, così da poter rispettare le gerarchie tra gli individui e trovare anche il modo di abbeverarli durante il trasporto.Gli animalisti di tutto il mondo sono sul piede di guerra per chiedere ai rispettivi governi di emanare delle leggi atte a migliorare il trasporto di animali: in Svezia per il trasporto dei maiali è già in funzione un “pullman dei maiali” con aria condizionata ed erogatori automatici di acqua. Per i trasporti di cavalli dall’Irlanda e Gran Bretagna verso l’Europa, per evitare assurde sofferenze durante il viaggio si è chiesto l’abolizione del trasporto di animali vivi. Ma mentre le proposte atte a tutelare gli animali restano nei cassetti, milioni di animali continuano ad essere trasportati in condizioni vergognose verso il crudele destino che li attende. In alcune regioni francesi, come le Alpi del Sud e la Corsica, il dramma degli animali destinati ai macelli è ancora più terribile. Gli allevatori, a causa di realtà geografiche e interessi commerciali evitano sì il lungo trasporto degli animali, perché hanno risolto il problema abbattendoli , ma non si avvalgono di strutture adeguate e senza alcun controllo li uccidono nei modi più barbari e selvaggi: appesi per le zampe vengono colpiti con delle asce e non sempre il primo colpo è mortale.

Un quadro tremendo che rivela quale immane calvario sia la vita degli animali da allevamento (si veda quanto scritto sugli allevamenti intensivi), vittime della brutale indifferenza dell’uomo e della sua cupidigia. Lo stesso uomo che si avvale delle tecnologie più raffinate nei vari ambiti, ma che ricorre alle azioni più nefande quando si tratta di avere a che fare con gli animali che “comunque sono destinati a diventare delle bistecche”.Esistono purtroppo anche altre realtà che ruotano intorno al trasporto degli animali: mi riferisco al trasporto degli animali esotici via aerea. Alcune compagnie aeree hanno bandito questo trasporto ma purtroppo la più parte lo pratica ancora. Il dramma di questi animali è veramente raccapricciante: in Italia recentemente all’aeroporto di Fiumicino, ove vengono sbarcati dalle buie stive degli aerei animali esotici quali pappagalli, scimmie, serpenti ed altre specie, la “sensibilità” di alcuni spedizionieri ha sollevato le ire degli animalisti. In pratica gli animali sono considerati dei pacchi.Se i documenti non sono in regola, oppure se non sono completi si attende per giorni e giorni lo svincolo oppure si rispedisce al mittente il pacco: In questi pacchi ci sono degli esseri viventi frastornati dal viaggio, affamati ed assetati, terrorizzati, sporchi e stipati all’inverosimile in gabbie assieme a compagni morti o agonizzanti (la mortalità è altissima). Peggior sorte capita agli animali che non vengono ritirati dal destinatario: vengono gettati, gabbia compresa nell’inceneritore ! Agli uffici doganali, gli addetti ai lavori si giustificano appellandosi al fatto che mancano mezzi e personale e sostengono che non esiste un mezzo più “umano” per sbarazzarsi degli animali.

Ultima considerazione, rigorosamente personale: “C’è un rapporto molto contraddittorio nella società moderna nei confronti del mondo animale: da una parte mass media, televisione, cinema usano gli animali per trasmettere messaggi idilliaci, presentandoli come amici dell’uomo giocherelloni, teneroni da coccolare, utili a fini terapeutici, esseri da conoscere attraverso studi comportamentali e psicologici (vedansi i numerosi documentari sul lavoro svolto da famosi etologi), dall’altro l’animale è inteso sotto l’aspetto utilitaristico ed allora lo si alleva e lo si uccide per ricavarne ciò che ritiene necessario o futile. Allora l’incanto si spezza: ecco apparire la realtà cruda e terribile, di fronte alla quale come si può rimanere ancora insensibili?
 testa di cane         

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