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Dopo l’ennesimo saluto, l’ennesima coccola, l’ennesimo affondo delle mani nel suo morbido e curato pelo se ne andò, chiudendo la porta alle sue spalle e lui rimase lì, immobile a fissare il niente, si sedette come se aspettasse, come se sapesse…… poi girò il muso verso di me ed io lo raggiunsi, mi sedetti a terra e lo presi tra le braccia sussurrandogli che gli volevo già bene. Piansi e le lacrime rigarono per molto il mio viso lui pianse ma senza lacrime, pianse in silenzio senza dare fastidio così come aveva condotto tutta la sua vita da bravo cane. Ubbidiente, buono, fedele, educato pianse nella sua innata compostezza, nel suo silenzio fatto di infinite domande sul perché fosse lì senza il suo amato padrone tra le braccia di una sconosciuta. Pianse e lo sentivo chiaramente, e mentre io avevo ormai il viso completamente umido, bagnato lui mi fissava….. aveva capito, forse lo aveva capito da tempo che non potevano più stare insieme e che questo suo destino era ormai stato scritto da altri. Pianse senza lacrime perché Ringo come tutti i cani, come tutti gli animali non hanno bisogno di lavare la propria anima. Raffaella |